Resoconto dei viaggi VII e VIII di Gazzella

Cari amici, qui trovrete il resoconto degli ultimi due viaggi di Gazzella in Palestina: il primo dello scorso novembre 2003, effettuato da Ugo, volontario di “Gazzella”, aveva lo scopo di fare visita al nostro referente nella striscia di Gaza, l’Unione dei Comitati di Soccorso Medico (Union of Medical Relief Committees), documentare il lavoro che questa associazione non governativa svolge in campo sanitario e a favore dei bambini feriti da armi da guerra. Ugo ha visitato alcuni bambini feriti assistiti da “Gazzella”, ha preso accordi con il nostro referente per organizzare il successivo viaggio, ha raccolto le informazioni necessarie per una eventuale iscrizione di “Gazzella Onlus” come organizzazione non governativa operante a Gaza, ha controllato i conti bancari e di tutto questo ha fatto un resoconto dettagliato di cui trovate allegato un riassunto. Il secondo viaggio – che risale alla seconda settimana del mese corrente – come potrete leggere dal resoconto delle nostre volontarie, non ha potuto raggiungere l’obiettivo di visitare i nostri bambini feriti, in quanto Agnese (Anissa) e Caterina sono state pretestuosamente e illegalmente trattenute al posto di blocco di Erez ed è stato impedito loro di raggiungere Gaza. Le autorità di occupazione hanno attribuito a motivi “di procedura” il divieto imposto alle nostre volontarie di entrare nella striscia di Gaza. Abbiamo sempre comunicato al consolato italiano a Gerusalemme i nominativi dei componenti delle delegazioni di “Gazzella”. In più, in due occasioni sono stati comunicati all’ambasciata israeliana a Roma i nominativi e i numeri di passaporto dei volontari di “Gazzella” che volevano recarsi a Gaza. In tutte e due le volte i volontari sono stati fermati, anzi, la seconda volta, arrestati appena arrivati all’aeroporto. Sono stati rilasciati dopo l’intervento delle autorità consolari italiane a Gerusalemme, alle quali faremo riferimento segnalando loro in anticipo i nomi dei componenti la delegazione che si recherà in missione a Gaza.. L’ultimo viaggio è stato comunque fruttuoso in quanto testimonianza di ciٍ che accade oggi in Palestina, nel silenzio complice della comunità internazionale. Oltre al resoconto allegato, faremo tutto il possibile per informare degli esiti e dell’esperienza del viaggio di Agnese e Caterina. Abbiamo già avviato i contatti necessari per far giungere il denaro ai bambini senza aspettare che qualcuno vada di persona dall’Italia nella striscia di Gaza. Il danaro dell’ultima rata, che sarebbe stato consegnato a mano dalle nostre inviate, è comunque già arrivato al conto corrente bancario di Gaza.  Inoltre, stiamo studiando con i nostri referenti del Medical Relief la possibilità di trovare una persona che in loco e sotto il controllo diretto del Medical Relief possa fungere da tramite per la corrispondenza tra adottante e adottato, visto che non esiste nella striscia di Gaza un servizio postale. Tutti sanno degli ostacoli che le autorità israeliane d’occupazione pongono alle organizzazioni internazionali che tentano di soccorrere la popolazione palestinese. Constatiamo che questi ostacoli sono sempre maggiori. Non mancheremo di denunciare l’operato israeliano contrario al diritto internazionale e ai diritti dell’uomo. Vi alleghiamo una nota di stampa che vi chiediamo di diffondere. Siamo decisi a portare avanti il nostro progetto di soccorrere i bambini palestinesi feriti da armi da guerra. Stiamo già preparando un prossimo viaggio nella striscia di Gaza per il mese di Gennaio 2004. Siamo certi che con il vostro aiuto riusciremo a realizzare l’obiettivo di “Gazzella” di aiutare i bambini palestinesi più bisognosi a crescere sani e liberi nella propria terra. Grazie a tutti. Auguri di buone feste. Roma, dicembre 2003   Comunicato stampa Siamo due volontarie di “Gazzella “, un’associazione ONLUS che opera da tre anni per portare aiuto, tramite adozione a distanza, ai bambini palestinesi feriti della Striscia di Gaza. Diverse missioni sono state fatte nel passato per incontrare i bambini e manifestare solidarietà alle loro famiglie: in questo viaggio, per due volte, dopo una lunghissima attesa, siamo state respinte dai soldati israeliani al passaggio di Erez, senza un motivo valido e plausibile: addirittura negando che ci siano bambini feriti a Gaza! Non è servita neppure una lettera di presentazione rilasciataci dal consolato italiano  a Gerusalemme. Tutto ciٍ conferma la politica arrogante del governo di Sharon, che continua a tenere la popolazione palestinese in una terribile morsa, privandola dei più elementari diritti, distruggendo l’economia,  e la possibilità di condurre una vita normale. Le città e i villaggi palestinesi, con la costruzione del muro dell’apartheid, stanno diventando sempre più delle grandi prigioni da cui non si puٍ entrare né uscire. Impedendoci di circolare liberamente il Governo israeliano ha leso il nostro diritto alla libertà di movimento, garantito dal diritto internazionale e dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Denunciamo questa ennesima violazione del diritto internazionale a danno di cittadini italiani. Caterina Guarna Agnese Manca   Riassunto del resoconto del viaggio di Ugo a Gaza nel novembre 2003 “Appena giunto a Gerusalemme ho contattato il Consolato Italiano per avvertirlo della mia intenzione di recarmi a Gaza. Ho riscontrato un’ottima partecipazione e assicurazione di presenza da parte del Console Socolovitz, ma anche la notizia che il Governo Israeliano aveva formalmente dichiarato Gaza “zona di guerra” e quindi difficilmente avrei potuto varcare il posto di controllo. In realtà quella “dichiarazione formale”doveva avere soltanto uno scopo dissuasivo perché il 20 novembre mi sono presentato al posto di controllo chiamato “Herez” e, dopo avere chiaramente e ripetutamente esposto con fermezza le mie ragioni, in 40 minuti ho avuto il “Passi”. Dall’altra parte del confine, dopo avere attraversato un lungo tratto deserto ma sorvegliato, ho trovato ad attendermi con un’autoambulanza il dirigente della  “Union ofPalestinian Medical Relief Committees”, la quale è la referente di Gazzella in Palestina e presta aiuto ai nostri operatori per condurli al contatto diretto con le famiglie dei bambini feriti, altrimenti introvabili. In occasione del viaggio in Palestina del Luglio scorso, durante il quale furono contattati ben 510 bambini, Giovanna e Luisa incontrarono non poche difficoltà nell’espletamento dell’incarico. L’ispezione della situazione in loco è stata quindi l’obbiettivo del mio viaggio. Per tre giorni, grazie alla collaborazione del Medical Relief (si pensi che per tutta la città di Gaza non esistono mezzi di trasporto pubblici ad eccezione dei taxi), ho visitato ambulatori bene attrezzati  creati dallo stesso Medical Relief ai margini di campi profughi,