Venerdì 7 febbraio 2014 ore 18.00 a Padova

Venerdì 7 febbraio 2014 ore 18.00 a Padova, piazza Antenore 3, Sala Rappresentaza Provincia di Padova. Palestina sotto occupazione. La vita dei contadini e dei pescatori di Gaza. Introduce Giuditta Brattini, Associazione Gazzella Onlus. Manu Pineda, Associazione Unadikum. Incotro promosso da Unione Sindacale di Base – Federazioni di Padova e Vicenza.
Giovedì 6 febbraio 2014 ore 20.45 a Verona

Giovedì 6 febbraio 2014 ore 20.45 a Verona in via Pasquilino Benedetti 18: Palestina sotto occupazione. La vita dei contadini e dei pescatori a Gaza. con: Giuditta Brattini, Associazione Gazzella Onlus. Manu Pineda, Associazione Unadikum. Incontro promosso dal Gruppo di Acquisto Solidale Gastellarossa. vedi locandina_Gaza_6 febbraio 2014 (PDF)
rapporto di viaggio a Gaza – dicembre 2013
Alla fine di novembre e durante tutto dicembre 2013 tre volontarie di Gazzella sono state a Gaza alternandosi per un periodo di 32 giorni, riuscendo così a visitare quasi tutti i bambini e i ragazzi adottati nei tre programmi di Gazzella: i bambini feriti in collaborazione con il PMRS; i bambini cerebrolesi in collaborazione con Hanan; i bambini sordomuti in collaborazione con Emaar. Di seguito le relazioni di viaggio. 1. Relazione del viaggio a Gaza, fine novembre – primi di dicembre 2013 (di S. e U.) Cari amici scrivo questo resoconto di ritorno dalla striscia di Gaza dove sono andata assieme a un’amica di Gazzella, a visitare i bambini del progetto e a incontrare le rappresentanti di una associazione di donne, Aisha (Association for Women and Child Protection). Con le donne di Aisha e con la sezione italiana della associazione WILPF (Women International League for Peace and Freedom) abbiamo scritto un progetto che è stato presentato e finanziato dall’8 per 1000 della Chiesa Valdese a cui ha dato un contributo anche Gazzella. Il progetto: Per una vita senza violenza, si occupa di donne che hanno subito violenza in famiglia. Un pulmino le prende la mattina nelle loro case che sono in genere nei campi e quindi nelle zone piu’ povere della striscia e le porta nella sede di Aisha nella città di Gaza dove nei laboratori seguono corsi di addestramento a diverse professioni: cucito, maglia, ricamo, fotografia, parrucchiere, ecc. Alla fine di un anno di corso in cui le allieve ricevono anche lezioni elementari di economia e finanza, le donne vengono incoraggiate ad aprire una piccola attività in proprio e vengono seguite e consigliate per qualche mese. La sede di Aisha è un luogo che ci è molto piaciuto, pieno di donne di tutte le età, allegre e laboriose. C’è l’avvocata che da’ consigli legali e aiuta a risolvere problemi di ogni genere, una giovane donna che parla in ottimo inglese con i rappresentanti di una ONG nordica, bambini piccolissimi delle donne che lavorano li’; nelle classi si svolgono lezioni teoriche partecipatissime e nei laboratori ferve il lavoro pratico. Durante il soggiorno a Gaza abbiamo fatto anche qualche giro e qualche incontro per conoscere meglio la realtà del luogo. Abbiamo visitato l’YMCA. I cristiani a Gaza sono solo 1600 o pochi di più, ma la sede dell’YMCA che è molto grande è frequentata da tutti. Ha campi sportivi e sale per attività varie ed è uno dei pochi posti dove ragazzi di ogni eta’ e religione possono con pochissimi soldi fare attività sportive o anche solo riunirsi per discutere, cantare o ballare e mangiare insieme. Il governo di Hamas li lascia fare perché, dicono loro, ha paura di fare mosse che possono avere ripercussioni internazionali dati i legami che l’YMCA ha in tutto il mondo. Molti locali infatti che vengono aperti per permettere ai giovani di incontrarsi, vengono con scuse varie chiusi appena diventano un centro di aggregazione e di svago e invece l’YMCA non è mai stato toccato. La situazione di Gaza è peggiorata notevolmente nell’ultimo anno, anche se un anno fa non si credeva fosse possibile che le condizioni di vita potessero ulteriormente peggiorare. Il problema principale è quello della mancanza di carburante dovuto alla chiusura dei tunnel che collegavano Gaza all’Egitto e che ha anche causato la perdita di lavoro a più di 500 persone ed ha quindi reso miserabili altre 500 famiglie. Il prezzo del carburante che ora Gaza può comperare solo da Israele è aumentato di più di 6 volte. Il risultato è che la corrente viene erogata per un massimo di 6 ore ogni 24 ma spesso per minor tempo e in maniera non continuativa e totalmente inaspettata. Molti palazzi e negozi che fino a che si comprava il carburante dall’Egitto possedevano e utilizzavano un generatore, ora non possono più usarlo e al calar del sole la città di Gaza diventa completamente buia. Fuori dalla città e nei campi la situazione è molto peggiore e tragica perchè non esistono organizzazioni internazionali con generatori privati. Gli ultimi giorni che siamo state nella striscia la temperatura è scesa di molti gradi e la pioggia è stata incessante e con un forte vento. L’ultimo giorno abbiamo visitato al Beach camp (al-Shati’), che è contiguo alla città di Gaza, lungo il mare, una famiglia con almeno 12 bambini, tutti a piedi nudi. La casa e’ quasi nuova ma senza finestre. Faceva molto freddo e dalle aperture delle finestre entrava acqua gelida. Mi hanno spiegato che la casa è stata costruita dall’UNWRA, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ma che i soldi sono finiti prima di fare le finestre perché con la chiusura dei tunnel il poco materiale che entra da Israele è carissimo. La disoccupazione è aumentata ancora, gli ospedali sono ancora più in difficoltà, i mezzi di trasporto sono più cari e quindi è più complicato muoversi, trasportare chi ha bisogno di cure mediche e di fisioterapia o comunque di spostarsi. Gli israeliani continuano a colpire le barche dei pescatori e vicino al confine con Israele, i contadini che lavorano la loro terra che è per loro l’unica fonte di sussistenza. Di tutti i bambini adottati da Gazzella che abbiamo visitato ci siamo dette meno male che aiutiamo questa famiglia. Non abbiamo avuto dubbi su nessuno. Tutti i bambini adottati fanno parte di famiglie molto povere e numerose, spesso sono molto malati, spesso hanno un altro o più fratelli con gravi problemi. Le donne, come ogni volta che si viene in Palestina, ci appaiono straordinarie, reggono in piedi tutto il possibile e anche di più e quando parlano le mamme o le nonne dicono quasi sempre cose interessanti e per noi illuminanti. Quasi tutte ci hanno ringraziato così calorosamente che veramente ci siamo rese conto più delle altre volte di quanto sia importante quello che facciamo che è reso possibile solo dalla generosità delle persone che decidono di adottare un bambino palestinese. Bisogna assolutamente fare in modo di continuare e possibilmente di aumentare il numero
A Venezia sabato 25 gennaio 2014 ore 18

A Venezia, Dorsoduro 3686, sabato 25 gennaio 2014 ore 18, proiezione del film “Infanzia a Gaza” e intervento di Giuditta Brattini di Gazzella Onlus. Organizza il Circolo Culturale S. Margherita. Vedi locandina.